Oggi me lo sono chiesta: perchè l’ho fatto?
Alla fine di questa edificante, ricca e particolare esperienza della redazione del mio primo libro, mi sento di fare alcune considerazioni
Perchè l’ho fatto? Perchè ho scritto questo libro?

Ho cominciato a pensare di scrivere il mio primo libro quasi per ottimizzare una serie di ricette che non volevo andassero perse ma che non volevo inserire in altrettanti corsi
Con i preziosi suggerimenti di una scrittrice professionista, che ringrazio per avermi dato le prime dritte, ho cominciato a capire alcune dinamiche, a interessarmi e informarmi
Ho scritto, provato, corretto, riscritto, riprovato e ricorretto
Ho fotografato, con i miei immensi limiti di un campo che non mi appartiene
Ho chiesto feedback, ho consegnato il tutto in mano a due professionisti che lo hanno reso stupendo nella grafica e nella stampa
Ho stampato solo 500 copie con il terrore di non sapere se sarebbero andate acquistate
Ho visto che sono andate letteralmente bruciate in 5 giorni

Ne ho ristampate altre 500 e le ho viste finire in meno di un mese…
Mettere per iscritto delle ricette significa darle alla luce con le proprie virtù, difetti, elaborazioni personali e farle oggetto di elogio, giudizio, critica, scopiazzatura
Significa far vedere davvero se è tutto oro ciò che luccica, se davvero sei cosi come ti si dipinge o se è fumo e non arrosto.
Significa scontrarsi con le invidie, i sotterfugi, i confronti
Ma vuol dire anche misurarsi col mondo, con questo mondo; con chi ha il coraggio di fare e non solo di parlare e sparlare. Vuol dire sentirsi dare in privato attestati di stima e di lode da colleghi illustri, che ti incoraggiano a perseverare, ti stimolano a progredire senza spaventarti di chi ti vuol fare le scarpe.
Certo, si sarebbe potuto fare meglio, fare di più, magari rileggere per la duecentesima volta e cosi quel refuso sarebbe saltato all’occhio. Si sarebbe potuto dare più spazio a questo o a quello, inserire quest’altro e togliere quell’altro.
Alla fine, però, una delle soddisfazioni più grandi è vedere la replicabilità di un tuo lavoro, la fantasia e creatività che hai stimolato nei tuoi lettori, il riaccendersi di una passione, l’aumentare del desiderio di mettersi in gioco.
In fin dei conti poco importa se colui che ti aveva portato via un sacco di tempo in richieste di consigli e suggerimenti, poi si scorda che un grazie potrebbe passare anche attraverso il piccolo gesto di conferma nell’acquisto del tuo libro (e quanti…)
Perché intorno a te hai chi ha voluto darti la sua pacca sulla spalla facendolo suo anche se sa già che il suo utilizzo sarebbe relativo.
Perché intorno a te hai chi non ti saresti mai aspettato ma ti dice “ehi ma guarda che lo voglio anche io”
E ti scordi di coloro che si definivano e definivi amici, che si dileguano pur di non darti un feedback di qualsiasi genere, pur di non sentirsi “in dovere di”…
Alla fine, come dico sempre
ciò che resta è l’amore, e su questo saremo giudicati.
Non smetto di emozionarmi!

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