Ti sei mai chiesto come nasce una ricetta?
Spesso mi capita nei momenti più strani e affollati di persone e pensieri, anche perché di situazioni calme e solitarie ne ho ben poche: ad esempio, ora mi sono appena seduta davanti al pc per scrivere, è mattina presto, non c’è nessuno in circolazione, ma dopo due righe ecco che si palesa il primo figlio…
Ad ogni modo, ritornando a noi, le idee mi arrivano quando sto facendo tutt’altro: lavando le pentole, piegando la biancheria, passando l’aspirapolvere, al supermercato…

Allora mi appunto sulle note del cellulare o sul quaderno che gira sempre per la casa, pronto a fissare i miei fugaci scritti, l’embrione di ciò che mi salta in mente: un connubio di sapori, una forma, una decorazione, una preparazione particolare.
Durante il resto della giornata, poi, di solito si materializzano anche gli altri elementi, perché quest’idea continua a rimbalzarmi in testa finche non trova spazio e concretezza
e allora mi siedo, al riparo da ingerenze esterne (per almeno un quarto d’ora, se possibile) e butto giù tutto d’uno fiato l’idea completa.
Poi con calma, giorni a seguire, mi metto a concretizzare tutte le sfaccettature di masticabilità, colori, innovazioni in forme ed estetica, tecniche diverse
In primis rifletto sulle caratteristiche di sapore: sempre cerco la nota acida che smorza il grasso ed esalta il dolce, una giusta percentuale di zuccheri che sia equilibrata, una percentuale di aria nella componente esterna, una corretta umidità nella base cake
In seguito mi concentro sulle strutture: diverse palatabilità, consistenze e componenti che diano ciascuna al morso un elemento rilevante e che allontanino l’effetto “budino” dal mio prodotto, associando morbidezza della base, croccantezza sottile e differenti texture nelle varie altre componenti
La mia famiglia adora prendermi in giro e, quando assaggia un nuovo dessert da me proposto, spesso mi dice “mm che buono questo BUDINO!”
Poi determino i colori (ecco che è arrivata anche la seconda figlia che vuole la colazione…) affinché nella sezione ci sia una corretta alternanza e visibilità delle varie preparazioni
Infine decido la forma dello stampo, la copertura e la decorazione: la mia prerogativa è la sobrietà, l’eleganza e l’essenzialità
Fermati tutti questi elementi, finalmente è l’ora di ricettare: calcoli, percentuali, bilanciamenti, interazioni
Leggo, guardo, rifletto e alla fine la prova empirica: mettere in pratica ciò che la mia testa ha immaginato e la mia fantasia ha elaborato, spesso trova la giusta quadra nel giro di due, tre prove che riempiono la mia dispensa o il mio frigorifero per qualche giorno, oggetto di test e critiche da parte dei degustatori più austeri e implacabili: marito e figli
Chiuso il cerchio, ne segue la realizzazione finale con tutti gli aggiustamenti del caso, e la foto: non sono ancora in grado di ambientare e quindi al momento mi accontento di gestire bene o male la luce, gli sfondi neutri (bianco o nero) e l’occhio che cada dove voglio, anche sfruttando la regola dei terzi. Solo io so quali sono i punti forti e cosa deve emergere dal mio prodotto affinché illustri tutte le caratteristiche che ho inserito in ciascun componente
Ne segue la “presentazione al mondo” e l’ufficialità tramite il sistema che ne determina il diritto di proprietà: la ricetta passa attraverso una procedura di registrazione tramite il canale telematico che la rende ufficialmente mia a partire da quella specifica data di emissione.
Questo è grosso modo il mio modus operandi per dare vita ai prodotti che la mia fantasia elabora e il tutto mi occupa da uno a più giorni, a seconda del grado di impegno, laboriosità e difficolta

Ora la fase dolente: “Ricettaaahh!!” – “Ricettina!!” – “Eh ma quanto te la tiri: e allora tutti quei mmmaestri che danno le ricette aggratisse??” – “Cosa pubblichi a fare? Per farti dire solo quanto sei brava?” – “Meglio la ricetta delle nostre nonne, tanto buone eppure mica pesavano le uova!!”
Oppure la versione più autosufficiente: “ah io non butto soldi in corsi, tanto si trova tutto su internet” – “io ho letto su gz che la gelatina si strizza”
O ancora la versione discreta ma non troppo: prendono solo i tuoi contenuti gratuiti (ma ci sta eh), salvo poi farli passare per propri con tanto di dissertazioni personalizzate sulla scelta di questo e l’altro ingrediente, tale procedimento in luogo di altri, arrampicandosi sugli specchi che neanche Spiderman
E infine la versione più raffinata: hanno le tue ricette, pubblicano i tuoi prodotti riconoscibilissimi, pensando bene però di oscurarti, ma da te non hanno acquistato quel corso o quel libro… Dono di conoscenza? Nuovi profeti all’orizzonte? Acquisto multiplo? (lo prendo io e lo fruiamo in venti)
Ci sono delle dinamiche che si inseriscono e che a volte possono essere comprese, seppur mal giustificate, ma ci sono altresì delle situazioni davvero paradossali che, anche di fronte all’evidenza, vengono negate e sono io a sentirmi in imbarazzo per quanto assurda sia la questione da gestire.
Questo ultimo specifico caso è il più rognoso: chiunque faccia uso a fini commerciali (siano essi “monetizzabili” o di visibilità) di un lavoro altrui, riproducendolo fedelmente dopo la sopracitata data di registrazione, non dando il giusto credito al reale detentore del diritto di proprietà intellettuale e facendolo passare per proprio, può essere citato con conseguente richiesta di danni e mancato guadagno.
“eeehh addirittura tutta sta manfrina per una ricetta!”
Beh rileggiamo insieme tutta la parte della descrizione di come nasce e si concretizza un’idea e di come arriviamo al prodotto finito.
Poi mettiamo dentro anche la competenza, l’esperienza, la creatività, la professionalità: io non mi penserei mai di farmi ad esempio la dichiarazione dei redditi da sola perché non sono in grado e perché se sbaglio pago…ecco la parola magica
Se sbaglio pago, se mento pago, se truffo pago (o se non altro, dovrei), se rubo pago
Se ho una scuola di cucina e uso le tue ricette per insegnarle ad altri, sto mentendo a me stesso, ai corsisti e sto rubando la tua proprietà intellettuale per creare un guadagno
Se ho un blog e pubblico le tue ricette non menzionandoti ma magari do anche consigli su procedimenti e scelte, infarcendo con una buona dose di fantasia (che, invece, avrei dovuto mettere all’opera per creare la mia ricetta anziché far passare per mia quella tua), sto creando guadagno in visibilità e consensi senza esserne autorizzata
“eeeh ma dai, tutta sta menata per una ricetta!!”
È una ricetta, possono essere più ricette, può essere l’intero mio libro non acquistato ma fruito e spalmato via messaggio a tutta la tua cerchia di amici. Si tratta di principio, di onestà, di lealtà, di rispetto e infine, ma non per ultimo, di mancato guadagno per me che sputo sangue, come molti di noi, per creare un lavoro sfruttando le mie peculiarità personali, non le tue, che mi invento quotidianamente dei prodotti che calzano perfettamente su di me, che se non produco non mangio io e i miei cinque figli.
Quando ero dipendente soffrivo il ritardo nell’accredito degli emolumenti anche per un solo giorno e ora che ho dei collaboratori ci tengo ad essere puntuale e giusta, corrispondere il lavoro in più ed essere grata: ognuno di noi deve sentirsi al sicuro che il proprio lavoro sia adeguatamente apprezzato sotto tutti i punti di vista.
Pensa se quella tua simpatica collega presentasse il tuo progetto fingendo sia suo, si prenda tutti i meriti e le gratificazioni monetarie. Immagina che il tuo concorrente faccia carte false per prenderti quel buon cliente carpendo le tue idee o mettendoti in cattiva luce.
Mi chiederai motivo di questa dissertazione lunga e articolata: ebbene per me la giustizia e la lealtà giocano un ruolo fondamentale cosi come la collaborazione e il reciproco sostegno. Siamo tutti diversi e questa diversità è ricchezza, complementarietà: non deve creare divisioni, fazioni, menzogne e gioco sporco, perché prima o poi il sole porta alla luce tutte le ombre e io voglio essere pronta con la coscienza al proprio posto.
Detto questo, mano alla planetaria e fammi sognare!
VUOI FARE QUALCHE PASSO IN PIU’ IN QUESTO MERAVIGLIOSO MONDO?
Ecco i miei corsi: percorsi a pacchetto o corsi singoli di pasticceria classica e moderna, seguito passo passo da me con comodi videocorsi registrati, visionabili più volte e da qualsiasi dispositivo






