Mi piace guardarmi intorno e riflettere sul panorama offerto nel campo della pasticceria
Sto lavorando a più progetti contemporaneamente, come mia abitudine, e mi soffermo a osservare colleghi più o meno illustri e affini.

Mi capita sott’occhio un nuovo libretto su prodotti da forno, fresco di stampa: un sacco di ricette, ma davvero tante, da base a prodotto finito.
Leggo l’indice e mi rendo conto di come sia variegata la proposta pur in poche pagine e decido di darci un’occhiata in modo più approfondito
- Copertina morbida con una foto abbastanza discutibile che non dà certamente importanza al contenuto in quanto sembra fatta tipo selfie con uno sfondo domestico neanche ben curato: quasi fatta a caso
- Il prezzo nella media, forse anche altino, considerando il valore complessivo e la portata dell’opera
Mi metto a scorrere l’interno leggendo sommariamente le ricette: senza gran logica, purtroppo, sembra un cumulo di copia incolla da vari blog poco autorevoli.
Su che basi affermo questo?
- Innanzitutto sulla forma: foto brutte, inquadrate male, senza un fuoco o una luce ben piazzata,con varie dimensioni di ritaglio, e a volte mancano proprio
- Nell’aspetto tecnico: le misure solo in grammi, millilitri, bicchieri, cucchiai, vasetti…
- Nell’aspetto professionale: ecco qua lo trovo spesso nelle ricette dal web e non mi capacito. Non puoi scrivere “200 g farina Manitoba e 200 g farina 00”: passi che per convenzione si identifica la Manitoba come farina forte, anche se può avere forze diverse (tralasciando il rapporto p/l) ma paragonare due farine usando due metri di misura è ridicolo. Forza e grado di setacciatura sono due parametri non sempre paralleli ma che comunque non sono paragonabili ( ti invio a rileggere il mio articolo sulle farine).
“Ok, mi puoi dire, si fa per identificare una farina che comunemente si trova in commercio e che molto spesso è medio debole, quindi ci sta.”
Ci sta se stiamo parlando di un blog che gratuitamente dà ricette e informazioni ma non ci deve essere su un lavoro che è in vendita e a cui un potenziale acquirente potrebbe dare credibilità e basare la sua formazione
Tirando le somme mi sono chiesta:
- Quante persone si accorgono di queste incongruenze e ingiuste “fregature” ai danni dell’acquirente?
- Quanti si indignano per essere stati sottovalutati come utenti nell’offerta data?
- Quanti si arrabbiano nel vedere la fretta con cui si pubblicano “opere” senza coscienza e cura per il potenziale lettore?
Io ormai sono al quinto libro e ho una certa esperienza di letture e riletture, correzioni di bozze e prove stampa. Ogni libro lo passiamo sotto lo scanner per cercare di eliminare il più possibile errori, refusi e quant’altro (poi ci sta che qualcosa sfugga: non ho case editrici, autoproduco ed è quasi tutto sulle mie spalle – idee, scrittura, foto, test di prova, revisione, costi)
Ed è proprio per questo che da un lato mi amareggia e dall’altro mi fa arrabbiare quando sento paragoni di prezzo senza valutare la professionalità e l’esperienza nonché l’impegno e, soprattutto, l’attendibilità delle ricette di un lavoro.
A volte mi chiedo: che differenza c’è tra un libro a cui sto lavorando, ricette scritte di mio pugno, testate, rielaborate, ritestate, fotografate, e ricette trovate in giro e riproposte come se fossero proprie, vendute per farci un guadagno senza la cura per il lettore e il rispetto per l’acquirente

Allora mi volgo indietro e vedo te, che hai acquistato e continui ad acquistare i miei lavori; impari, cresci, riproduci, reinventi e continui a rinnovare la tua fiducia in me e nella mia professionalità, e sei in grado di discernere se una ricetta è attendibile o meno
Questa è la mia soddisfazione
Grazie!
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